Chi Sono

In vigna da quando avevo dieci anni, la storia di Tenuta Musa

Ho perso mia madre molto presto e ho passato l’infanzia dietro a mio zio, che è stato il mio primo maestro. È stato lui a portarmi in campagna e a trasmettermi l’amore per i vigneti, insegnandomi i segreti di un mestiere antico. Da allora non me ne sono più andato.

Con il tempo ho imparato a conoscere le viti una per una. Non è una realtà grande e non ho intenzione di farla crescere oltre misura, perché quello che mi interessa è seguire bene ogni pianta, e per farlo bisogna restare di una certa dimensione.

Il vignaiolo di Tenuta Musa durante la vendemmia a Selargius

Come ci sono arrivato

I primi filari

Avevo dieci o undici anni e seguivo mio zio ovunque andasse. È stato lui a mettermi in mano le forbici per la prima volta e a insegnarmi un mestiere che si impara soprattutto guardando chi lo sa fare.

Il mestiere

Potatura, impianto, cura dei filari: sono cose che non si imparano in fretta, perché ogni annata porta qualcosa che quella prima non aveva mostrato e ti costringe a cambiare qualche abitudine.

La doppia vita

Da circa trent’anni lavoro in raffineria, ma le vigne sono rimaste il mio vero centro. Non la considero un passatempo per il tempo libero, è piuttosto una scelta di vita, con il desiderio di potermi dedicare un domani soltanto a questa.

Gli innesti

Parto sempre da selvatico certificato e ci innesto legna che seleziono personalmente, pianta per pianta. È una parte del lavoro che chi beve il vino non vede mai, ma è anche quella in cui si decide buona parte del risultato. Con gli anni mi ha portato a realizzare impianti e a dare una mano anche per conto di altri.

Dalla vigna alla bottiglia

Per anni circa il sessanta per cento dell’uva è stato conferito a cantine terze e il resto venduto sfuso. Oggi il punto di arrivo è la bottiglia, con una produzione che può superare le cinquemila unità l’anno, e quest’anno circa quattrocento bottiglie sono andate a clienti della Costa Smeralda.

Il prossimo passo

Il vino è condivisione, e per questo sto lavorando per aprire i filari a chi vuole vederli, con visite guidate e degustazioni alla luce del tramonto.

Grappolo seccato dalla peronospora nelle vigne a Selargius di Tenuta Musa

Non tutte le annate vanno allo stesso modo

Questa foto viene da una stagione andata male, e la causa è stata la peronospora. Parte dopo giorni di pioggia e umidità, e se non riesci a starle dietro con i trattamenti si prende i grappoli uno dopo l’altro. Quelli della foto sono rimasti attaccati alla pianta, seccati prima ancora di diventare uva buona.

In annate così il raccolto cala e a settembre non c’è più niente da recuperare. Quando capita preferisco fare meno bottiglie e lasciare indietro il resto, invece di portare in cantina uva che non mi convince. È anche per questo che la produzione cambia da un anno all’altro: non dipende da quanto vorrei imbottigliare, dipende da come è andata la stagione.

Le vigne a Selargius e la cantina in foto

Taglio di un grappolo con le forbici durante la vendemmia
Grappoli di uva rossa staccati a mano dalla pianta
Cassone di uva portato in spalla tra i filari
Densimetro immerso nel mosto sotto i filari
Uva rossa versata nella pigiatrice in cantina
Grappoli di uva bianca maturi sulla pianta
Densimetro nel mosto rosso appena pigiato
Densimetro nel mosto bianco in vigna
Le cinque bottiglie di Tenuta Musa sulla botte in cantina

I nomi dei vini di Tenuta Musa

I nomi non li ho scelti perché suonavano bene, ognuno arriva da qualcosa di preciso. Il Solco è il segno che resta nel terreno dopo il lavoro. Maestrale è il vento che prende in pieno quel vigneto, lo stesso che ho preso in faccia per anni insieme a mio padre. Radice viene dalle vigne di cinquant’anni piantate a bovale, quelle su cui ho imparato il mestiere. Aroma è il profumo del moscato, che si sente prima ancora di assaggiarlo. 14 Marzo è il giorno in cui ho finito di piantare quel vigneto, sotto la pioggia, ed è anche la data da cui è cominciata l’attesa di mia figlia.

Sulle etichette c’è sempre la stessa casa in mezzo ai filari, perché il posto da cui arrivano è sempre quello.

Se ti va di assaggiarli

I vini sono cinque e nascono tutti dalle vigne a Selargius. Da qui puoi dare un’occhiata alle schede, oppure scrivere due righe se ti interessa una fornitura per il tuo locale o semplicemente vuoi sapere come arrivare a una bottiglia.